FunCorno ep.0

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King of Cablu – the movie!

Clicca sul link e buona visione!

King of Cablu – the movie! from Ctrl+Z video on Vimeo.

songs in order of apparence:
johnny cash – walk the line
daft punk vs benni benassi – put your hands up for technologic
unknown (sorry i couldn’t find the title or the artist)
c2c – down the road
ACDC – sin city
benny hill theme

“>King of Cablu – the movie!

Diari di vetta – Lagorai fotografato

La naturalità e la varietà del paesaggio rendono il Lagorai una meta ideale per quanti vogliano vivere l’esperienza della montagna: non solo alpinisti o appassionati di trekking, ma famiglie, gruppi di amici e camminatori solitari spinti dal desiderio di esplorare vette, vallate, boschi e alpeggi immersi in una natura pressoché incontaminata. Tracce del loro passaggio sono registrate nei diari di montagna: quaderni, agende, talvolta semplici bloc notes, conservati nei bivacchi alpini e sulle cime più alte dei monti. Sulle loro pagine gli esploratori scrivono pensieri ispirati al paesaggio o alle loro imprese. Altre volte si dilungano in resoconti di viaggio, altre ancora lasciano semplicemente memoria della loro presenza, con firme o schizzi.

 

Equipaggiato con un telo bianco da usare come fondale e due flash, Filippo Giacomo Barozzi ha raggiunto diverse cime e bivacchi – come Cima Ziolera, il Bivacco ai Mangheneti e il Laos’ceta, la vetta di Monte Croce e Passo Manghen – per realizzare riproduzioni fotografiche delle pagine dei diari, poi stampate in scala 1:1. La selezione presentata in mostra offre un assaggio della varietà di esperienze annotate: dall’emozione di una coppia in attesa di un figlio che aspetta di rimirare il paesaggio in tre, a chi, smarrito nei boschi, è stato soccorso dagli abitanti del luogo, fino a chi, incoraggiato dal vino, ha raccontato la sua allegra serata scrivendo in latino.

The Chippy

I due consigli più sinceri che si possono ricevere quando ci si avvicina alla pratca dello skateboard sono di non partire mai con l’idea di diventare un professionista, ma di essere onesti con sè stessi e divertirsi, edi non dimenticare mai leproprie origini.
Da questo presupposto nasce la mia ricerca sul mondo dello skate in Scozia, terra di antiche tradizioni e di guerrieri valorosi, temprati dal tempo inclemente di questa regione. Caratteristiche che si riuniscono ancora una volta nel particolare ambiente dello skateboard.
assumendo gli anni ’70 come primo momento di diffusione e affermazione di questo sport, la Scozia è trai paesi non americani ad avere un movimento concreto sin dall’inizio, grazie a ragazzi intrarendenti e coraggiosi. Persone di tutte le età ed estrazione sociale che formano gruppi locali e condividono una grande passione, capace di trasformare un ase di legno e quattro ruotine in molto più di un giocattolo o un attrezo: un’emozione da condividere.
Il luogo principale della mia ricerca è la città di Edimburgo, dove la comunità di skater è ampia, attiva e si esprime con un estro che trova radici all’interno dello skatepark e non si limita alle evoluzioni sulle rampe.
Il titolo del lavoro deriva dallo slang locale, identifica il cibo economico e sfizioso del furgoncino sempre parcheggiato davanti allo skateark di Soughton. Come le patatine fritte, lo skateboard è uno sport low-cost, che una volta cominciato non sazia mai.

Serie di 35 fotografie 25x25cm, esposte alla mostra “the Summer Show – Commencement” – video

Commercial Landscape

Il progetto nasce dall’osservazione del
paesaggio urbano, che risulta essere
inquinato e “disturbato” dalla serrante
presenza di inserzioni pubblicitarie. La
visione ottica nella sua interezza è continuamente
sottratta allo sguardo del
passante da insegne e cartelloni, vere
e proprie “cornici” che condizionano la
retina, ma che sono diventate per noi
abituali, tanto da causare un frazionamento
cosciente nel nostro modo di
osservare e relazionarci con l’esterno.
Con un’operazione di fotomontaggio
Barozzi restituisce allo sguardo queste
porzioni di “paesaggio rubato”, con
l’intento di stimolare una riflessione che
coinvolge il maltrattamento costante
della nostra armonia visiva nel rapportarsi
con il paesaggio urbano, aspetto
che, su più ampia scala e differenti
connessioni, può essere esteso anche
alla natura.

Selling Jesus

Viviamo in un socetà malata di molte
contraddizioni. Il progetto nella sua
semplicità vuole coglierne un aspetto,
ironico e sincero, di quanto cara ci sia
l’iconosgrfia religiosa. Tanto cara da
mobilitare l’opinione pubblica quando
si è trattato di decidere se nelle scuole
pubbliche di uno stato laico si dovesse
avere un crocifisso in ogni aula.
Tuttavia, sorvolando sulle questioni
pubbliche, quasi ognuno di noi ha
almeno un rosario, un quadrettino o
un santino a casa, che sia un’eredità dei
nonni o per vera fede.
La libera commercializzazione
dell’iconografia ha portato la religione
cristiana più vicina alle persone, ma
anche a una inverosimile sovraproduzione
di oggettistica che, volente o
nolente, rischia di sforare nel kitch. A
delineare una nota umoristica talvolta è
l’oggetto in sè, talvolta l’ambiente in cui
è inserito.
In conclusione, il progetto parla della
nostra assuefazione all’iconografia
religiosa, tanto presente nella nostra
cultura da passare inosservata ai nostri
occhi, nonostante ne siamo inevitabilmente
immersi.

Re:plica set

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